venerdì 23 gennaio 2015
La Cometa Shoemaker-Levy 9
giovedì 8 gennaio 2015
Lo Stronzio
lunedì 29 dicembre 2014
Ecco come gli smartphone cambiano il funzionamento del nostro cervello
La ricerca di cui accennato sopra è stata condotta presso l’Istituto di Neuroinformatica dell’Università di Zurigo. Secondo quanto concluso dalla ricerca, in seguito all’uso frequente di dispositivi touchscreen, il cervello avrebbe modificato l’utilizzo che l’individuo ha delle dita.
Se ci pensiamo, stiamo abituando il nostro corpo, e le nostre dita nello specifico, a movimenti completamente nuovi e totalmente assenti in passato. Questo ha prodotto un nuovo “rapporto” che il cervello ha con le nostre dita e con il loro movimento.
In termini più pratici, anche se meno comprensibili, cambiando il modo in cui il cervello modella l’elaborazione sensoriale delle dita aumenta notevolmente l’attività elettrica generata durante l’utilizzo delle dita da smartphone.
mercoledì 10 dicembre 2014
Asteroidi; un futuro pericolo per il pianeta Terra!
Si pensa che gli asteroidi siano residui del disco protoplanetario che non sono stati incorporati nei pianeti, durante la formazione del Sistema. La maggior parte degli asteroidi si trova nella fascia principale, e alcuni hanno degli asteroidi satelliti. Hanno spesso orbite caratterizzate da un'elevata eccentricità. Asteroidi con le dimensioni di un masso o anche meno sono conosciuti come "meteoroidi".
Gli asteroidi composti per la maggior parte di ghiaccio sono conosciuti invece come comete. Alcuni asteroidi sono il residuo di vecchie comete, che hanno perso il loro ghiaccio nel corso di ripetuti avvicinamenti al Sole, e sono adesso composti per lo più di roccia.
Un asteroide gigantesco, grande quanto una montagna, minaccia la Terra. L’allarme è stato lanciato dallo scienziato russo Vladimir Lipunov che controlla strettamente 2014 UR116 dall’osservatorio MASTER-II di Kislovodsk: si tratta di un’enorme sasso spaziale che ogni tre anni passa accanto al nostro pianeta stringendo sempre di più la propria orbita: un’eventuale collisione genererebbe un’esplosione mille volte più potente di quella che nel febbraio del 2013 squarciò il cielo di Chelyabinsk. Le voci di un rischio impatto si stanno diffondendo sul web, fino a identificare persino quale potrebbe essere il continente preso di mira: guarda caso, l’Europa.
Lipunov, che insegna all’università di Mosca, cerca di di calmare gli animi e sottolinea che l’asteroide non pone una minaccia nell’immediato. Dall’asteroide si sono già staccate alcune parti che sono entrate di recente nell’atmosfera terrestre sopra la città di Chelyabinsk: l’impatto è stato caratterizzato da forti esplosioni che hanno fatto frantumare i vetri delle finestre di molti edifici.
Quanto all’orbita futura di 2014 UR116 non può essere azzardata nessuna previsione affidabile: le traiettorie mutano in continuazione a causa delle spinte gravitazionali degli altri pianeti. Così, per evitare spiacevoli sorprese, Lipunov raccomanda: “E’ necessario monitorare costantemente il percorso dell’asteroide, anche un piccolo errore di calcolo potrebbe avere serie conseguenze.”
Secondo la NASA, che ha portato a termine tutti i calcoli del caso, l’asteroide c’è, ed “ha in effetti un periodo orbitale attorno al Sole di tre anni, ma la sua orbita non incrocia quella della Terra ad una distanza sufficientemente ravvicinata da rappresentare un pericolo, e comunque non per i prossimi 150 anni.”
giovedì 30 ottobre 2014
Il morbo del caribù
CENNI STORICI E CURIOSITÀ:
Lampi Gamma
mercoledì 29 ottobre 2014
Haboob
Le valanghe
massa di neve o ghiaccio improvvisamente si mette in moto su un pendio, precipitando verso valle a causa della rottura della condizione di equilibrio presente all'interno del manto nevoso, per effetto di uno stress interno che porta al raggiungimento del carico di rottura, ovvero quando la forza di gravità che agisce sul pendio innevato supera le forze di coesione del manto nevoso che agiscono in senso opposto.
- In base all'agente che le genera possono essere: naturali o artificiali.
- In base alla morfologia dei pendii si classificano come valanghe: di versante o di colatoio.
- In base al tipo di movimento si classificano in valanghe: aeree, nubiformi, radenti, terrestri.
- In base alla superficie di scivolamento si classificano in valanghe: di superficie (che comprendono pochi strati, anche uno solo) o di fondo (che comprendono tutto lo strato).
- In base al tipo di distacco si classificano in valanghe: a fronte, a lastroni (o a lastre), puntiformi.
- In base al tipo di percorso si classificano in valanghe: di versante o incanalate.
- Le cause scatenanti delle valanghe dipendono dalle caratteristiche del manto nevoso e da altri fattori.
Cubozoa
sabato 18 ottobre 2014
Polpo anelli blu
Amanita pantherina
È un fungo velenoso: causa la Sindrome panterinica ad impronta psicomotoria, generalmente benigna, che provoca disturbi gastrointestinali (non sempre presenti) e disturbi nervosi a componente psichica come: eccitazione psicomotoria, vertigini, ebbrezza, euforia, disturbi di fonazione, stato ansioso, depressione, allucinazioni, sonno profondo. La terapia consiste in gastrolusi, carbone attivo, solfato di magnesio, infusioterapia, sedativi. La DL/50 (Dose Letale Media) è di 90mg per l'acido ibotenico e di 5-10mg per il muscimolo. Tale dose è contenuta in circa 100gr. di fungo fresco. Contiene Acido ipotetico, muscoloso e muscazione.
Radioattività nelle banane
abbreviato in BED) è una unità di misura della dose equivalente, usata in contesti informali per mettere in relazione intuitivamente una dose di radiazione con quella assorbita mangiando una banana. Molti cibi sono naturalmente radioattivi e il cibo contribuisce per il 10% all'esposizione totale di una persona alla radioattività, per un totale di 400 μSv all'anno in media. Le banane lo sono in modo particolare, dato che contengono una notevole quantità di potassio, la cui miscela isotopica contiene lo 0,0117% di 40K, che è un isotopo radioattivo; la dose equivalente a una banana rappresenta circa l'1% della dose di radiazione naturale giornaliera media. Nella pratica la dose assorbita con l'ingestione di cibo ricco in potassio non è però da considerare cumulativa in quanto l'agente radioattivo, il potassio 40, non si accumula nell'organismo ma la sua concentrazione viene regolata omeostaticamente.
Uno tra i primi riferimenti alla BED appare nella mailing list sulla sicurezza nucleare RadSafe, dove nel 1995 è stato indicato il valore di 9,82×10−8 Sv (circa 0,1 μSv) come dose di radiazione per una banana da 150 g. Questa bizzarra unità di misura non è usata in contesti formali, e il termine "equivalente" può essere fuorviante in quanto dal punto di vista rigoroso si indica con dose equivalente una misura che riflette in maniera probabilistica i danni biologici causati dalla radiazione sugli organi di un essere vivente, in relazione anche al tipo di radiazione ionizzante che li colpisce.
Galileo Galilei
Il suo nome è associato a importanti contributi in dinamica e in astronomia, legati al perfezionamento del telescopio, che gli permise importanti osservazioni astronomiche. Oltre all'introduzione del metodo scientifico (detto spesso metodo galileiano o metodo scientifico sperimentale), di primaria importanza fu anche il suo ruolo nella rivoluzione astronomica, con il sostegno al sistema eliocentrico e alla teoria copernicana.
Galileo Galilei nacque il 15 febbraio 1564 a Pisa, primogenito dei sette figli di Vincenzo Galilei e di Giulia Ammannati. Differentemente dagli Ammannati, originari del territorio di Pistoia e di Pescia, Vincenzo Galilei apparteneva invece ad una più umile casata, per quanto i suoi antenati facessero parte della buona borghesia fiorentina.
PISA:
Vincenzo(il padre) il 5 settembre 1580, iscrisse il figlio all'Università di Pisa con l'intenzione di fargli studiare medicina, per fargli ripercorrere la tradizione del suo glorioso antenato Galileo Bonaiuti e soprattutto per fargli intraprendere una carriera che poteva procurare lucrosi guadagni.
Nonostante il suo interesse per i progressi sperimentali di quegli anni, l'attenzione di Galileo fu presto attratta dalla matematica, che cominciò a studiare dall'estate del 1583, sfruttando l'occasione della conoscenza fatta a Firenze di Ostilio Ricci da Fermo, un seguace della scuola matematica di Niccolò Tartaglia. Caratteristica del Ricci era l'impostazione che egli dava all'insegnamento della matematica: non di una scienza astratta, ma di una disciplina che servisse a risolvere i problemi pratici legati alla meccanica e alle tecniche ingegneristiche. Durante la sua permanenza a Pisa, protrattasi fino al 1585, Galileo arrivò alla sua prima, personale scoperta, l'isocronismo delle oscillazioni del pendolo.
L'isocronismo del pendolo:
Galileo era molto interessato ad un approccio di tipo matematico alla questione del moto; egli incominciò fin da giovane ad analizzare criticamente la fisica aristotelica che gli era stata insegnata, attraverso la sperimentazione diretta sugli oggetti del proprio studio.
Si dice che Galileo intraprese lo studio del moto del pendolo nel 1581, dopo aver osservato il moto di oscillazione di una lampada sospesa nella Cattedrale di Pisa, città nella quale compì gli studi universitari. Egli si accorse che il periodo di oscillazione di un pendolo è indipendente dalla sua ampiezza, fenomeno detto "isocronismo" del pendolo, e cercò di trovare le relazioni tra la lunghezza e il peso del pendolo e il suo periodo. In realtà, un pendolo è strettamente isocrono soltanto se le sue oscillazioni sono di piccola ampiezza, come fu scoperto da Huygens pochi decenni più tardi.
Un pendolo poté quindi essere usato come strumento per misurare gli intervalli di tempo, trovando applicazione per esempio in medicina, come misuratore delle pulsazioni cardiache.
Molti anni più tardi, nel 1641, Galileo propose l'utilizzo del pendolo come meccanismo regolatore degli orologi, e ne abbozzò un progetto. Tuttavia, ormai vecchio e cieco, non riuscì a realizzarlo, e l'orologio a pendolo venne costruito solo nel 1657, da Christiaan Huygens.
Galileo Galilei fu il primo ad accorgersi che la durata di ogni oscillazione di un pendolo semplice (cioè una massa attaccata tramite un filo ad un supporto fisso) è indipendente dall’ampiezza dell’oscillazione, purchè l’ampiezza angolare sia piccola, ossia in pratica finchè l’angolo massimo che il filo forma con la verticale non supera qualche grado, cioè sia <10°.
Quando il pendolo viene allontanato dalla posizione verticale e poi lasciato andare inizia ad oscillare perché la forza di gravità, agendo sulla massa appesa al filo, la richiama verso la posizione verticale del filo.
Il moto di un pendolo semplice, nell'ipotesi di piccole oscillazioni, è armonico con periodo indipendente dalla massa oscillante e dall'ampiezza delle oscillazioni. Quindi tutte le oscillazioni di un pendolo semplice hanno la stesa durata.
Osservando la formula del periodo del pendolo 2pgreco che moltiplica la radice di l/g
si ricava che:
- è indipendente dall'angolo q
Se facciamo oscillare un pendolo e misuriamo i tempi necessari per compiere un certo numero di oscillazioni complete, per esempio le prime 10, e poi il tempo per le successive 10, nonostante l'ampiezza diminuisca progressivamente, si trova che i due tempi sono uguali.
- è indipendente dalla massa
- è direttamente proporzionale alla radice quadrata della lunghezza
- è inversamente proporzionale alla radice quadrata dell'accelerazione di gravità.
Sei anni più tardi ottene la cattedra di matematica all'università di Pisa in questo periodo scrisse appunti di meccanica e sviluppò l'idea di utilizzare la matematica come mezzo per risolvere problemi concreti. Ma prima di ciò, nel periodo in attesa dell'incarico universitario a Pisa, Galileo perfezionò la bilancia idrostatica di Archimede e descrisse il suo dispositivo nell'opera La Bilancetta.
Il termoscopio:
All'inizio del diciassettesimo secolo, non c'era alcun metodo per quantificare il calore di un corpo. Molti studiosi dell'epoca sapevano che l'aria si espande quando viene riscaldata. Il termoscopio fu ideato da Galileo all'inizio del 1600 ed era costituito da una piccola fiaschetta con il collo lungo e sottile, piena d'aria, posto a testa in giu' entro una vasca piena d'acqua. Quando la fiaschetta veniva riscaldata, l'aria al suo interno si espandeva, e il livello dell'acqua nel collo scendeva, mentre quando l'aria si raffreddava, il suo volume decresceva e l'acqua saliva dalla vaschetta lungo il collo del fiasco. Negli anni successivi, il dispositivo venne perfezionato da Galileo e dai suoi amici Santorio e Gianfrancesco Sagredo, per includervi una scala numerica: si ebbe cosi' il primo termometro ad aria.
martedì 14 ottobre 2014
Mandorle amare
sabato 4 ottobre 2014
Ernest Rutherford
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| Nobel per la chimica 1908 |
Joseph John Thomson
Nato a Cheetham nel pressi di Manchester, il 18 dicembre del 1856 da genitori scozzesi, Joseph James and Emma Swindells, studiò ingegneria all'Owens College (oggi parte dell'Università di Manchester), per poi andare al Trinity College di Cambridge. Nel 1884 diventa Cavendish Professor in fisica all'Università di Cambridge. Quindi, nel 1890, sposa Rose Paget: dal loro matrimonio nasceranno due figli. Uno dei suoi studenti, Ernest Rutherford, continuò in seguito il suo lavoro.
Influenzato dagli studi di Maxwell e dalla scoperta dei raggi X, egli dedusse che i raggi catodici erano composti da particelle di carica negativa, che chiamò corpuscoli, e che sono oggi noti come elettroni. In precedenza George Johnstone Stoney aveva presupposto l'elettrone come l'unità di carica in elettrochimica, ma Thomson comprese subito che in realtà esso era una particella subatomica, la prima ad essere scoperta
La sua scoperta gli portò una certa notorietà (1897) e gli consentì di vincere il Nobel in fisica nel 1906: per ironia della sorte il figlio George Paget Thomson ricevette alcuni anni più tardi (1937) lo stesso premio ma per aver dimostrato che l'elettrone è, di fatto, un'onda (vedi anche dualità onda-corpuscolo).
Nel 1912 realizzò il primo spettrometro di massa (allora chiamato parabola spettrografica), uno strumento che consentiva di determinare il rapporto tra la massa e la carica degli ioni e che da allora è diventato uno strumento molto utilizzato nella chimica.
Prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, fece ancora un'altra grande scoperta: quella degli isotopi. Nel 1918 diventa Master al Trinity College di Cambridge, dove resta fino alla sua morte, avvenuta in 30 agosto del 1940. Il suo corpo è stato sepolto nell'Abbazia di Westminster, accanto ad Isaac Newton.
domenica 14 settembre 2014
Lotteria gametica
Un piccolo rinfresco per chi fosse stato un po distratto durante le vacanze estive. Entrambi i partner possono produrre un numero enorme di diversi gameti. Solo la ricombinazione dei 23 cromosomi produce infatti 223 (8.388.608) possibilità diverse; combinando spermatozoo con uovo avremo quindi 223 x 223, ovvero 70.368.744.177.664 diverse combinazioni. In realtà il numero, oltre settantamila miliardi, è solo una piccola porzione delle reali alternative perché, come ben saprete, bisogna considerare anche le ricombinazioni causate dal crossing-over durante la meiosi…
Eccola qui sotto! 👇
Non sapevo cosa dire
ma ora so come partire.
Sarà stato il destino o il fato,
ma io ti sarò sempre grato
sono stato fortunato essere nato.
La genetica ti sa spiegare
quello che non puoi osservare.
Guarda che capolavoro si è creato,
uno come me non è ancora nato.
Dalla meiosi i gameti vengon creati
per poi essere accoppiati
un gra numero di combinazioni
più di otto milioni.
Con questa poesia ti voglio ringraziare
per questa lotteria che sei stato in gradi di fare.
lunedì 21 aprile 2014
Gli Aracnidi
Gli Aracnidi sono una classe di artropodi del subphylum dei chelicerati. Essi formano una classe piuttosto eterogenea, comprendono così 10 ordini attuali e 4 estinti. Furono i primi ad abbandonare l'ambiente acquatico per colonizzare la terraferma in tempi diversi risolvendo in modo opportunistico e divergente i problemi che pone tale ambiente. Ciò lo si desume dal modo in cui utilizzano l'ossigeno gassoso, dal modo in cui trasferiscono i gameti maschili per inseminare le uova nonché dalla maniera in cui proteggono gli stadi giovanili. Strutturalmente il loro corpo è suddiviso in due tagmata, quello anteriore detto prosoma o cefalotorace e quello posteriore detto opistosoma o addome.Hanno un primo paio di appendici, dette cheliceri, composte da due o tre articoli e con funzioni relative all'alimentazione e alla difesa e da un secondo paio, dette pedipalpi, composte da sei articoli e con funzioni sensoriali, locomotorie, fossorie e riproduttive a seconda degli ordini. Le appendici dell'opistosoma tendono a scomparire, in questa classe si nota la tendenza alla fusione dei segmenti di prosoma prima ed opistosoma poi, e nei più evoluti a fondere le due regioni. Le altre paia di appendici costituiscono le zampe ambulatorie, composte da sette articoli di diversa forma e lunghezza, adatte principalmente alla locomozione. Questi invertebrati sono erroneamente chiamati o scambiati generalmente per insetti, ma non lo sono. Gli Aracnidi sono privi di occhi composti, sono predatori e muniti di veleno - ma molti Acari e Opilioni si nutrono di materiale vegetale o di detriti. Ne esamineremo qui gli ordini più importanti:
L'ordine dei Ragni
I ragni (Araneae ) sono un ordine di Aracnidi, suddiviso in 112 famiglie che comprendono ben 44.540 specie. Sono artropodi terrestri provvisti di cheliceri e hanno il corpo suddiviso in due segmenti,cefalotorace e opistosoma, e otto zampe. I due segmenti sono congiunti da un piccolo pedicello di forma cilindrica. Come in tutti gli Artropodi, il celoma pur essendo molto piccolo, consente il passaggio dell'emolinfa che ossigena e nutre i tessuti e rimuove i prodotti di scarto. L'intestino è così stretto che i ragni non possono mangiare alcun grumo di materiale solido, per quanto piccolo, e sono costretti a rendere liquido il loro cibo con vari enzimi digestivi e macinarlo finemente con l'apparato masticatorio. Ad eccezione del sottordine più primitivo, quello dei Mesothelae, i ragni hanno il sistema nervoso più centralizzato fra tutti gli Artropodi e, come questi, hanno i gangli fusi in una sola massa all'interno del cefalotorace. Diversamente dalla maggior parte degli artropodi, i ragni non hanno muscoli estensori nel loro corpo; i movimenti delle zampe e del corpo sono ottenuti attraverso variazioni di pressione del loro sistema idraulico. Nella parte terminale dell'addome sono presenti le filiere che estrudono la seta, usata per avvolgere le prede e costruire le ragnatele. La seta secreta dai ragni può essere considerata
superiore a qualsiasi materiale sintetico finora elaborato per leggerezza, tenacia ed elasticità. Ragni e scorpioni appartengono ad uno dei gruppi di chelicerati, denominato Aracnidi. Mentre i cheliceri degli scorpioni sono un modesto paio di artigli che ha la funzione di accompagnare il cibo verso la bocca o di contribuire a tenerlo fermo, quelli dei ragni terminano in forma di zanne appuntite, che sono generalmente velenose; quando non sono in uso vengono piegate all'indietro nella parte superiore, nella quale sono allocate barbe spesse, che hanno il compito di filtrare e trattenere fuori qualsivoglia grumo solido, in quanto i ragni si alimentano solo attraverso cibo liquido o reso in forma liquida. La maggior parte dei ragni ha quattro paia di occhi nella parte frontale del cefalotorace, posizionati in schemi (detti patterns) che variano da una famiglia all'altra. Il paio posizionato sulla fronte è del tipo chiamato ocelli pigment-cup (contenitori del colore), che nella maggior parte degli artropodi servono solo ad individuare la direzione dalla quale arriva la luce, adoperando l'ombra proiettata dalle superfici negli ocelli stessi. Gli ocelli laterali si pensa siano derivati dagli occhi composti dei chelicerati più primitivi. I ragni si riproducono sessualmente e la fertilizzazione è interna ma indiretta, in pratica lo sperma non è inserito nel corpo della femmina dai genitali del maschio ma da una struttura intermedia.
Riproduzione e corteggiamento
Diversamente da altri artropodi terrestri, i ragni maschi non producono spermatofore, involucri pieni di sperma, all'interno del loro corpo, ma roteano la piccola tela che lo contiene fino all'eiaculazione e poi lo
trasferiscono su alcune strutture a forma di pipetta situate sulle punte dei loro pedipalpi. I ragni adoperano generalmente rituali di corteggiamento elaborati per impedire alle femmine, spesso di dimensioni maggiori, di mangiare i maschi prima di portare a termine la fertilizzazione, con le poche eccezioni dove il maschio è di dimensioni tanto più piccole da non essere considerato minimamente appetibile. I maschi si fanno così riconoscere e le femmine, che appaiono fondamentalmente passive non mostrando aggressività, si rendono disponibili all'accoppiamento. Sebbene ogni specie abbia le sue peculiari caratteristiche nel corteggiamento, possiamo però distinguerne tre diversi tipi a seconda della strategia messa in atto da parte del maschio:
- Richiede contatto diretto fra maschio e femmina.
- Richiede feromoni femminili che stimolino il maschio.
- Richiede un riconoscimento visivo da parte della femmina.
Dimensioni
Come gli altri artropodi, i ragni effettuano la muta nel crescere in quanto le loro cuticole non sono estensibili.
I ragni sono presenti in natura in una grande varietà di dimensioni. I ragni più piccoli appartengono alla sottofamiglia degli Erigoninae, detti anche ragni nani, la cui lunghezza del corpo è inferiore al millimetro. I ragni più grandi e più pesanti, invece, sono annoverati fra le tarantole che possono raggiungere un bodylength, cioè una lunghezza del solo corpo, di 90 millimetri ed una legspan, cioè la distanza massima fra le punte delle zampe distese, di oltre 250 millimetri. I ragni più grossi conosciuti appartengono al genere Theraphosa delle foreste della Guyana: sono stati ritrovati degli esemplari che raggiungevano i 30 cm di legspan.
Tecniche predatorie
Il metodo più classico e più famoso di un ragno per catturare la preda è la ragnatela appiccicosa. La grande varietà di disposizioni e strutture delle ragnatele permette a diversi tipi di ragni di intrappolare specie di insetti diversi nella stessa area; ad esempio ragnatele costruite orizzontalmente fra le foglie intrappolano insetti che
volano dalla vegetazione interna verso l'alto, mentre ragnatele verticali o poco inclinate consentono di catturare insetti che volano orizzontalmente. I ragni costruttori di ragnatele hanno la vista poco acuta, ma in compenso una sensibilità eccezionale alle vibrazioni della ragnatela stessa. Vi sono inoltre ragni che tessono piccole ragnatele, aderenti ad una o più zampe, mobili o semimobili, che manipolano per catturare le prede: in pratica distendendo le zampe, la ragnatela si tende in tutta la sua ampiezza; ripiegando le zampe, la tela si affloscia. Bisogna anche ricordare che questi animali
sono veri e propri maestri nel campo della mimetizzazione; ad esempio i ragni del genere Myrmarachne, detti ancheragni imitatori di formiche, per adattarsi a questo ruolo hanno subìto modifiche decisive: sviluppano addomi più magri e pseudo-vite nel cefalotorace per imitare nel modo più preciso possibile le tre regioni distinte del corpo di una formica.
I ragni e l'uomo
La stragrande maggioranza dei ragni morde un essere umano solo in casi estremi di autodifesa e se viene direttamente minacciato; comunque, quasi nella totalità dei casi, l'irritazione è poco più grave di un morso di zanzara o della puntura di un'ape. Alcune specie procurano invece morsi abbastanza seri dal punto di vista medico, come vari generi della famiglia Sicariidae, principalmente i Loxosceles, e le vedove nere, che
mordono solo se si sentono minacciati direttamente e in modo insistente, anche se ciò può capitare incidentalmente. Gli araneomorfi, e in particolare gli appartenenti alla famiglia Agelenidae, adoperano tattiche difensive di tipo aggressivo, anche se raramente arrivano a iniettare il veleno. D'altra parte i ragni della famiglia Ctenidae, in modo particolare il genere Phoneutria, reagiscono in modo aggressivo anche a piccole provocazioni. Ma ragni come le tarantole, cucinati, sono considerati una prelibatezza gastronomica in Cambogia, e dagli indiani Piaroa del Venezuela meridionale, purché i peli estremamente irritanti, sistema difensivo principale di queste specie di ragni, vengano accuratamente rimossi prima di cucinarli.
L'ordine degli scorpioni
Gli scorpioni (Scorpiones) sono un ordine di artropodi velenosi della classe degli aracnidi. Ci sono circa2000 specie di scorpioni nel mondo, caratterizzati da un corpo allungato e una coda segmentata che termina con un pungiglione da cui viene iniettato il veleno.
Come aracnidi, gli scorpioni hanno vicino alla bocca degli organi chiamati cheliceri, un paio di pedipalpi, e quattro paia di zampe. I pedipalpi, a forma di tenaglia, sono usati principalmente per catturare le prede e per la difesa, ma sono anche ricoperti di diversi tipi di peli sensoriali. Il corpo è diviso in due zone principali, il cefalotorace e l'addome. Il cefalotorace è coperto sopra da un carapace (o guscio della testa) che ha di solito un paio di occhi mediani e da 2 a 5 paia di occhi laterali nelle zone periferiche della testa (alcuni scorpioni di caverna sono privi di occhi).
L'addome consiste di 12 segmenti distinti, di cui gli ultimi cinque formano ciò che viene comunemente chiamata "coda". Al termine dell'addome c'è il telson (o pigidio), che ospita una struttura a forma di bulbo che contiene le ghiandole velenifere e un aculeo incurvato per iniettare il veleno.Nel lato inferiore, lo scorpione ha un paio di organi sensoriali unici chiamati pettini; nel maschio sono solitamente più grandi e hanno più "denti", e si suppone rilevino la conformazione del terreno su cui camminano e fungano da chemiocettori per individuare feromoni della propria specie di scorpione.
Dimensioni
Gli scorpioni hanno tipicamente lunghezze di qualche centimetro. Lo scorpione sudafricano "lungacoda" raggiunge una lunghezza di oltre 20 cm ed è probabilmente il più lungo scorpione vivente del mondo, mentre al secondo posto si colloca Pandinus Imperator, che raggiunge lunghezze intorno ai 18–20 cm. Il più piccolo è probabilmente Microtityus fundora, lungo appena 12 mm. Tra gli scorpioni fossili, se ne annoverano alcuni lunghi fino a un metro circa.Habitat
Comunemente si pensa agli scorpioni come animali da deserto, ma vivono anche in molti altri paesaggi, comepraterie e savane, fereste caduche, foreste pluviavli, e caverne.
Predatore
Gli scorpioni sono animali predatori notturni che si cibano di una varietà di insetti, ragni, invertebrati, e altri scorpioni. Gli scorpioni più grandi a volte si cibano di vertebrati, come piccole lucertole, serpenti, e topi. La preda viene individuata principalmente percependo le vibrazioni. I pedipalpi hanno una serie di peli sensoriali che sentono le vibrazioni dell'aria; le punte delle zampe hanno piccoli organi sensoriali che percepiscono le vibrazioni della terra.La superficie di zampe cheliceri e corpo è anche ricoperta di peli più fitti sensibili al tocco diretto. Nonostante siano armati di veleno per difendersi, gli scorpioni cadono preda di molti tipi di animali, come scolopendre, ragni del sole, lucertole insettivore, uccelli (specialmente gufi), e mammiferi (inclusi topi e pipistrelli).L'ordine degli Opilioni
L'ordine degli Acari
il terzo paio di zampe e anche tra pedipalpi e primo paio di zampe, sicché il loro corpo degli Acari risulta diviso in modo diverso da quello di tutti gli artropodi.
L'ordine dei Picnogonidi o Pantopodi
privi di addome, con capotorace breve e stretto, hanno zampe sviluppatissime, in numero di 5-6 paia in luogo di quattro, da questo sviluppo deriva il nome di Pantopodi che talvolta si usa per questa classe.










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